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Il drammaturgo e cantautore Gian Piero Alloisio affronta il tema della Resistenza raccontando la storia di un giovanissimo eroe partigiano, Mario Ghiglione, detto “Aria”, ora Cavaliere della Repubblica.

Nell’estate del 1944, a soli quindici anni, Mario, giovanissima staffetta partigiana, sale in montagna tra i ribelli del Monte Tobbio, ai confini tra Liguria e Piemonte. Sceglie un nome di battaglia che esprime tutto il senso liberatorio della sua scelta: “Aria”. La storia di Aria è l’avventura semplice e naturale di un adolescente alle prese con un mondo sconvolto dalla guerra e una patria dominata dall’odio politico e razziale. La sua famiglia non si occupa di politica, non è schierata contro il fascismo, eppure Aria matura lo stesso la sua scelta, creando in sé il pensiero critico che gli permette di ribellarsi alla grande bugia del regime in cui è stato educato. Durante la battaglia di Olbicella viene fatto prigioniero, picchiato a sangue e costretto ad assistere all’impiccagione del suo migliore amico, Giovanni “Pancho” Villa. Miracolosamente scampato all’esecuzione, viene rinchiuso in un castello-carcere da cui riesce a fuggire in tempo per prendere parte alla liberazione di Alessandria. Il motore della scelta di libertà di Aria non è l’ideologia ma la gioventù, per questo la sua storia, raccolta in un libro dal senatore Federico Fornaro, risulta così avvincente anche per le nuove generazioni. Nel 2015 lo spettacolo Aria di libertà è stato presentato alla Festa Nazionale dell’ANPI.

Da questa storia Alloisio, figlio e nipote di partigiani, ha tratto uno spettacolo, composto da monologhi drammatici, poetici, ma anche divertenti, e canzoni. Tra le canzoni si ascolteranno “Tanto pe’ canta’” di Ettore Petrolini, un artista che sfuggì all’omologazione del pensiero unico fascista attraverso la sua scrittura surreale, “Dalle belle città” di “Lanfranco” e “Cini” della III Brigata Garibaldi “Liguria, una delle poche canzoni partigiane originali sia nel testo che nella musica, “Aria di libertà” e “Ogni vita è grande” dello stesso Alloisio e la canzone di Gaber-Luporini “La Libertà”.

Nel 2016 il Festival Pop della Resistenza (“Aria di libertà” e “Luigi è stanco”) ha avuto il patrocinio dell’ANPI nazionale, del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte, dell’Associazione “Memoria della Benedicta”, dell’Ufficio Scolastico Regionale Liguria e dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria, nonché il sostegno di numerosi Enti:

RASSEGNA STAMPA 2016

RASSEGNA STAMPA 2015


HANNO DETTO DI ARIA DI LIBERTÀ 

Da qualche tempo è molto raro che i critici teatrali recensiscano spettacoli, però noi fortunatamente abbiamo trovato dei super-recensori: i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Gaslini” di Genova Bolzaneto.

“Esiste una persona che sul palco riesce a farti ridere, emozionare e riflettere allo stesso tempo? Esiste una persona che, parlando di guerra, riesce a coinvolgere ragazzini di tredici anni per i quali questo tema è molto complicato e difficile? La risposta è: sì! E il suo nome vi suonerà familiare: lui è Gian Piero Alloisio.”

“Mi ha colpito molto la mancanza di scenografie, però completamente assorbita dalla presenza scenica di Alloisio che solo con la sua voce e la chitarra ha riempito il palco, anche se piccolo, del teatro”

“Alloisio, grazie ai suoi superpoteri, è riuscito a mandare in scena un ottimo spettacolo, che ti coinvolge, che ti anima, che ti fa immedesimare nei panni del piccolo Marin e che consiglio a tutti.”

“Trovo che questo spettacolo sia stato, per noi ragazzi, molto costruttivo, interessante e spettacolare allo stesso tempo! […] Lo consiglierei a tutti gli istituti e alle persone!”

Massimo Bisca (Presidente ANPI Genova Provincia) ha detto dello spettacolo:

“Non è facile parlare dell’ultima fatica di Alloisio, io ne sono stato colpito profondamente. Prima di tutto è un’opera che ti prende l’anima e a mio modo di pensare questo accade perché insieme alla storia che racconta di Resistenza, dei drammi e delle tragedie che si sono vissuti in quei venti mesi, si parla anche dell’oggi. In questo secondo me, è vincente aver inserito delle canzoni che fanno da cerniera tra un pezzo recitato e un altro. Non sono solo un collante, ma la canzone “ Siamo i ribelli della montagna”, inno partigiano scritto alla Benedicta e i testi di Gaber e Guccini sono un tutt’uno con le stesse canzoni scritte da Gian Piero. Sono, più che altro, uno stimolo per la riflessione che nasce dalle vicende della Resistenza così ben legate alle problematiche dei giorni nostri, espresse in modo coinvolgente. Davvero un bel modo per raccontare quali sono le radici della nostra libertà e quali sono i valori per i quali, forti della storia del nostro Paese, è necessario battersi per essere degni dell’eredità che ci hanno lasciato i nostri padri.”