Categorie
Festival Pop della Resistenza Teatro-Canzone

Benedicta – Scheda

Polo del ‘900, Sala del ‘900, mercoledì 15 aprile ore 11

 

BENEDICTA

 

teatro-canzone di e con GIAN PIERO ALLOISIO

con canzoni di Francesco Guccini, Gian Piero Alloisio, Umberto Bindi, Ettore Petrolini.

La trama – Al Festival di Sanremo del 1959, nel suo camerino al Teatro del Casinò, il Maestro Angelo Rossi (direttore dell’orchestra) ricorda di quando era il partigiano “Lanfranco” e scrisse la sua prima canzone, nell’aprile del ‘44. Una sera in cui aveva il turno di guardia, il Comandante “Cini” gli aveva dato un testo da musicare. Così, ricordando la nascita della canzone “Dalle belle città”, Angelo Rossi ricostruisce gli avvenimenti che portarono al più grande eccidio di partigiani combattenti della lotta di Liberazione. Nell’aprile del 1944 i nazifascisti attaccarono la sede del comando partigiano della III Brigata Liguria presso l’antico monastero della Benedicta, nel Comune di Bosio, nel Parco Regionale Capanne di Marcarolo. I partigiani uccisi e deportati furono centinaia e l’antico monastero benedettino fu distrutto.

La “Benedicta” è, in fondo, il punto d’incontro fra tutte le storie partigiane raccolte e raccontate fino ad ora da Alloisio.

Oltre ad alcuni inediti d’autore, come “Jean Gabin” di Max Manfredi e Gian Piero Alloisio, sono presenti canzoni importanti che vale la pena di far conoscere ai giovani: “Lager” di Francesco Guccini, “Non spingete scappiamo anche noi” dei Gufi, la rivisitazione di “Mi dispiace di morire ma son contento” di Ettore Petrolinie “Arrivederci” di Umberto Bindi e Giorgio Calabrese, che Angelo Rossi, il partigiano “Lanfranco”, diresse al Festival di Sanremo del 1959 nell’interpretazione di Don Marino Barreto Junior. Lo spettacolo contiene anche canzoni popolari, come “Nostra patria è il mondo intero” di Pietro Gori, arrangiate però secondo i modi e i suoni attuali.

Sono presenti inoltre testimonianze in video di persone che hanno assistito a quella che fu detta la “Pasqua di sangue del 1944”.

In “Benedicta” si cercano, nel passato, elementi di quel futuro europeo che ci ha garantito più di settant’anni di pace e che la crisi economica, climatica e valoriale del presente sta mettendo in discussione.

Gian Piero Alloisio canta “Bella ciao” e presenta Resistenza Pop durante il programma L’Italia con voi (RAI ITALIA RAI 1 25 aprile 2019)

BIOGRAFIA

Gian Piero Alloisio, nato a Ovada (AL) nel 1956, è cresciuto a Genova. Debutta nel 1975 come autore e frontman dell’Assemblea Musicale Teatrale, per cui scrive quattro album. Nel 1978 scrive Venezia, resa celebre da Francesco Guccini. Nel 1981 comincia l’attività di drammaturgo, con la commedia musicale Ultimi viaggi di Gulliver, per la regia di Giorgio Gaber. Fino al 1994 continua la sua collaborazione con l’artista milanese con cui scrive commedie musicali (fra cui Una donna tutta sbagliataAiuto! Sono una donna di successo e Donne in amore), canzoni (La strana famiglia) e sceneggiature di film musicali. Dal 1990 fa parte del Teatro della Tossecome autore e interprete di prosa e di canzoni (recentemente è stato pubblicato il copione dello spettacolo Il Mistero dei Tarocchi, scritto con Tonino Conte). Con Geppy Gleijeses scrive la commedia musicale Doktor Frankenstein Junior con Regina Bianchi, per la regia di Armando Pugliese. Riceve, come autore, due Biglietti d’Oro AGIS. La sua canzone “King” viene inserita nel tributo a Fabrizio De André Faber, amico fragile. Dal 2004 dirige spettacoli itineranti per Compagnie di centinaia di Cittadini-Artisti professionisti e amatoriali (in ultimo, Le strade di notte al Festival Gaber). Nel 2006 scrive il dramma storico I Templari, ultimo atto, con Paolo Graziosi, trasmesso dalla RAI. Nel 2008, con Maurizio Maggiani, pubblica per Feltrinelli il libro+cd Storia della meraviglia. Nel 2010 per il Teatro Stabile di Genova scrive lo spettacolo La musica è infinita, dedicato a Umberto Bindi, con Giuseppe Cederna e pubblica l’album Ogni vita è grande con le canzoni dello spettacolo. Da quattordici anni Alloisio produce il Festival Pop della Resistenza (per cui ha scritto quattro spettacoli di teatro canzone e il cd+dvd Resistenza Pop) e dal 2013 è direttore artistico e produttore di Genova per Voi, talent che ha scoperto e lanciato giovani autori di canzoni come Federica Abbate, Emanuele Dabbono, Willie Peyote. Fra gli interpreti delle sue canzoni: Francesco Guccini, Gaber-Jannacci, Eugenio Finardi, Gianni Morandi. Nel 2017 è uscito il suo Il mio amico Giorgio Gaber. Tributo affettuoso a un uomo non superficiale, edito da UTET, che è anche uno spettacolo. Nel 2018 al Teatro della Tosse di Genova ha debuttato con il nuovo spettacolo: Il Maestrone, i miei anni con Francesco Guccini.

 

Categorie
Festival Pop della Resistenza Teatro-Canzone

Ragazze coraggio – Scheda

Ogni vita è grande - Gian Piero Alloisio

GIAN PIERO ALLOISIO in

RAGAZZE CORAGGIO

Teatro-canzone dedicato alle donne partigiane

 

Dopo il successo di Aria di libertà e di Luigi è stanco, Alloisio completa la sua trilogia sulla Resistenza con uno sguardo alle donne: protagoniste spesso dimenticate

Dopo “Aria di libertà”, storia di un ragazzino-partigiano, e “Luigi è stanco”, storia di una famiglia ribelle, Gian Piero Alloisio completa la sua trilogia dedicata alla Resistenza con “Ragazze coraggio”. Il ruolo delle donne che hanno partecipato alla Lotta di Liberazione per molto tempo è stato sminuito in favore dell’immagine del partigiano-guerriero, e quindi maschio. Infatti lo stereotipo femminile dell’immediato dopoguerra, che vedeva la donna intenta a occuparsi della casa e dei figli, di fatto la escludeva dalla vita politica e civile. Nello spettacolo di Alloisio, il ritratto di tre donne partigiane smentisce questa immagine proseguendo il filo rosso che lega i tre copioni musicali e teatrali: parlare della Resistenza fra Liguria e Piemonte, parlarne raccontando storie in cui anche le nuove generazioni possano identificarsi, parlarne rivendicando l’appartenenza a una famiglia partigiana sia per parte di padre che per parte di madre.

Il primo ritratto è quello di Fidia “Donata” Lucarini, che faceva parte di una brigata SAP tutta femminile e dedicata a una partigiana genovese, la “Felicita Alice Noli”. “Donata” era antifascista fin dal ventre materno: infatti sua madre era incinta di lei quando, prima di una rappresentazione al Teatro dell’Opera di Genova, si rifiutò, insieme a suo padre, di alzarsi in piedi e cantare “Giovinezza”, rischiando così l’aggressione da parte di un gruppo di fascisti. Fortunatamente il padre, che era un uomo alto e robusto, si liberò di tutti gli assalitori, proteggendo la moglie e la piccola Fidia.

Il secondo ritratto è quello di Pierina “Milly” Ferrari, la cui storia è raccontata nel libro di Federico Fornaro “Pierina, la staffetta dei ribelli”. “Milly”, staffetta partigiana di Tagliolo Monferrato, fu la testimone chiave di come andarono davvero le cose durante il famoso quanto terribile rastrellamento della Benedicta, avvenuto nell’aprile del 1944.

Il terzo e ultimo ritratto è quello di Ivana Comaschi Alloisio, madre di Gian Piero e staffetta partigiana della Divisione Mingo. Dove si racconta come l’esperienza partigiana abbia poi influito sull’educazione dei figli.       

Ognuno di questi racconti è sostenuto da testimonianze in video e da canzoni dedicate alle donne. Dal primo album dell’Assemblea Musicale Teatrale del 1976 a oggi, Gian Piero Alloisio  ha scritto canzoni dedicate alle donne che, in questa occasione, verranno riproposte in una nuova veste: “Donna”, “Marilyn”, “Libera Dea”, “La parte migliore”, “Chiara Luce” e non solo.

Dalla Rassegna Stampa di “Luigi è stanco”:
“Utilizzando la tecnica del teatro-canzone, ideata da Giorgio Gaber e Sandro Luporini e di cui Alloisio può essere considerato oggi il principale esponente, il racconto si snoda fra ricordi personali, frammenti di grande storia, inserti di attualità, sempre all’insegna dell’antiretorica e dell’empatia per le vite, e le morti, dei singoli partigiani”.(Giuliano Galletta,“Il Secolo XIX”, 2 giugno 2016)


Gian Piero Alloisio canta “Bella ciao” durante lo spettacolo Luigi è stanco al Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (Genova)

Nel 2016 il Festival Pop della Resistenza (“Aria di libertà” e “Luigi è stanco”) ha avuto il patrocinio dell’ANPI nazionale, del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte, dell’Associazione “Memoria della Benedicta”, dell’Ufficio Scolastico Regionale Liguria e dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria, nonché il sostegno di numerosi Enti.

Rassegna stampa 2017

Rassegna stampa 2016

 

Categorie
Teatro-Canzone

Ogni vita è grande – Storie di canzoni

Ogni vita è grande - Gian Piero Alloisio
Ogni vita è grande – Gian Piero Alloisio

Dopo quarant’anni di intensa attività a fianco di artisti di grandissimo spessore, Gian Piero Alloisio è diventato, del tutto involontariamente, un testimone del nostro tempo. In questo recital, che porta il titolo di una sua sorprendente canzone (prima scelta da Benedetto XVI come sigla di un evento di Rai1 in Mondovisione e poi registrata dall’eterno Gianni Morandi), racconta la genesi di alcune tra le sue canzoni più conosciute e, con esse, la storia di alcuni momenti importanti del nostro passato recente. Da “Venezia”, portata al successo da Francesco Guccini, a “La strana famiglia”, scritta con Giorgio Gaber e interpretata da grandissimi artisti come Jannacci e J-Ax. Da “King” inserita nel doppio cd “Faber amico fragile” grazie a Don Gallo a “Il sogno e la rosa”, scritta con Ivano Fossati per un carro del Carnevale di Viareggio. Da “Il Paese delle cose che non sono”, scritta su un musica inedita di Umberto Bindi dopo un avventuroso recupero, a “Marilyn” classico della mitica Assemblea Musicale Teatrale. Da “Bellezza ovunque” scritta con Maurizio Maggiani a “Dovevo fare del cinema”, sigla del Festival del Cinema di Venezia. Da “L’Appeso”, scritta per lo spettacolo cult “Il mistero dei Tarocchi” del Teatro della Tosse di Tonino Conte ed Emanule Luzzati, a “Baxeicò”, l’inno sacro dei coltivatori di basilico del Ponente ligure portato al successo dai Cavalli Marci di Claudio Rufus Nocera, Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri. Oltre alle canzoni anche tanti ricordi legati al teatro, ai testi scritti per Arturo Brachetti, Paolo Graziosi, Geppy Gleijeses, Giuseppe Cederna e alle sceneggiature di film con Gigi Proietti, Carlo Dapporto, Claudia Koll, Franco Battiato e Ombretta Colli, per cui inventò il fortunato personaggio de “La donna tutta sbagliata”. Tra le canzoni scritte con Giorgio Gaber per queste commedie troviamo “La vita”. Come omaggio al grande Nelson Mandela, “Soweto” una piccola poesia scritta per l’album “Dolce Italia” di Eugenio Finardi. Infine “Luigi è stanco”, inserita in una trilogia sulla Resistenza, è una canzone dedicata al nonno partigiano Giovanni, nome di battaglia “Luigi”.

Dal Festival Gaber 2013

Gian Piero Alloisio canta La strana famiglia

 

BIOGRAFIA

Gian Piero Alloisio, nato a Ovada nel 1956, è cresciuto a Genova. Debutta nel 1975 come autore e frontman dell’Assemblea Musicale Teatrale, per cui scrive quattro album (“Dietro le sbarre”; “Marilyn”; “Il sogno di Alice”; “La Rivoluzione c’è già stata!”). Nel 1978 scrive Venezia, canzone resa celebre da Francesco Guccini. Nel 1981 comincia l’attività di drammaturgo, con la commedia musicale Ultimi viaggi di Gulliver, per la regia di Giorgio Gaber. Fino al 1994 continua la sua collaborazione con l’artista milanese con cui scrive commedie musicali (fra cui, per Ombretta Colli, Una donna tutta sbagliata; Aiuto! Sono una donna di successo e Donne in amore), canzoni e sceneggiature di film. Dal 1990 fa parte del Teatro della Tosse come autore e interprete di prosa e di canzoni. Nel 2006 scrive il dramma storico I Templari, ultimo atto, con Paolo Graziosi, trasmesso da RAI 2. Dal 2006 è stato per tre anni Commissario artistico del Carnevale di Viareggio. Nel 2008, con Maurizio Maggiani, pubblica il libro e cd Storia della meraviglia, edito da Feltrinelli. Nel 2010 il Teatro Stabile di Genova produce il suo La musica è infinita, commedia con canzoni dedicata a Umberto Bindi, primo cantautore italiano, di cui Alloisio ha riscoperto e digitalizzato centinaia di musiche inedite. Ha partecipato a quattro edizioni del Club Tenco. Da dodici anni l’artista genovese produce il Festival Pop della Resistenza e dal 2013 è direttore artistico e produttore di Genova per voi, talent che ha scoperto e lanciato giovani autori di canzoni, rivoluzionando le classifiche discografiche.

Fra gli interpreti delle sue canzoni: Francesco Guccini, Giorgio Gaber-Enzo Jannacci, Eugenio Finardi, Gianni Morandi. Fra gli interpreti del suo teatro: Arturo Brachetti, Giuseppe Cederna, Ombretta Colli, Geppy Gleijeses, Paolo Graziosi, e ancora Luca Barbareschi, Flavio Bonacci, Regina Bianchi, Isa Barzizza, Francesco De Rosa, Cloris Brosca. Fra i registi delle sue pièces: Tonino Conte, Giorgio Gaber, Andrea Liberovici, Armando Pugliese, Tino Schirinzi.

Di lui, lo storico Franco Cardini ha scritto recentemente: “l’amico Gian Piero Alloisio, «cantautore» – come si sarebbe detto una volta –, ma in verità poeta di genio, continuatore della lezione di Giorgio Gaber ma sulla scia della «scuola genovese» di De André”.

Rassegna Stampa 2017

La foto è di Chiara Alloisio.
Il logo dell’A.T.I.D., “Il Tarocco del Musicista”, è un omaggio di Emanuele Luzzati.

Categorie
Festival Pop della Resistenza Teatro-Canzone

Luigi è stanco – Scheda

gian-piero-alloisio-in-luigi-e-stanco-scheda-page-001

In Luigi è stanco Alloisio mette in scena le vicende del nonno Giovanni, nome di battaglia “Luigi”, e della sua famiglia. “Luigi è stanco” è la frase che gli alleati ripetevano da Radio Londra per indicare che ci sarebbero stati lanci dagli aerei per le formazioni partigiane dell’alessandrino. Le storie raccontate nello spettacolo sono varie e avvincenti e coinvolgono non solo la famiglia del padre Sergio, partigiano di Giustizia e Libertà, ma anche quella, genovese, della madre Ivana, staffetta tredicenne delle Brigate Garibaldi e figlia di Pietro Comaschi, del Corpo Volontari della Libertà di Genova, operaio della Ansaldo San Giorgio di Sestri Ponente.

Fra gli episodi più significativi, la vicenda del cugino Claudio Pesce che, malgrado fosse riuscito a mettersi in salvo durante il terribile rastrellamento della Benedicta (aprile 1944), tornò indietro e si consegnò ai tedeschi per non abbandonare il fratello Renato. L’ordine di arresto del Comando tedesco ci narra la cattura di Sergio “Cencio” Alloisio, di suo fratello Remo “Pinocchio” Alloisio e della madre Rita. La figlia di “Luigi”, Stefania, nome di battaglia “Bianca”, operò a Torino nell’ “ufficio K” fondato dal partigiano ebreo Giorgio “Albertino” Latis e scortò Ada Gobetti quando quest’ultima si recò alla prima riunione del Consiglio Comunale di Torino, prima vice sindaco donna d’Italia.

Le due famiglie diventano una quando, nell’immediato dopoguerra, il padre di Gian Piero, il partigiano Sergio Alloisio, cerca di ricomporre le inevitabili tensioni che seguirono la guerra civile creando un grande spettacolo collettivo di varietà, La Pietra Filosofale, cui aderiscono molti giovani della zona. Sergio Alloisio negli Anni Settanta fondò a Genova il gruppo Teatro Quartiere di Oregina da cui nacque l’Assemblea Musicale Teatrale.

Tra le canzoni degli spettacoli le inedite Luigi è stanco e Jeans e chador dello stesso Alloisio, oltre che Auschwitz / La canzone del bambino nel vento scritta da Francesco Guccini, e Le chant des partisans, detta anche la Bella Ciao francese.

Dalla Rassegna Stampa: “Utilizzando la tecnica del teatro-canzone, ideata da Giorgio Gaber e Sandro Luporini e di cui Alloisio può essere considerato oggi il principale esponente, il racconto si snoda fra ricordi personali, frammenti di grande storia, inserti di attualità, sempre all’insegna dell’antiretorica e dell’empatia per le vite, e le morti, dei singoli partigiani”.

(Giuliano Galletta,“Il Secolo XIX”, 2 giugno 2016)

Gian Piero Alloisio canta “Bella ciao” durante lo spettacolo Luigi è stanco 

al Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (Genova) https://www.youtube.com/watch?v=8KM4336lsbY

Nel 2016 il Festival Pop della Resistenza (“Aria di libertà” e “Luigi è stanco”) ha avuto il patrocinio dell’ANPI nazionale, del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte, dell’Associazione “Memoria della Benedicta”, dell’Ufficio Scolastico Regionale Liguria e dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria, nonché il sostegno di numerosi Enti: http://www.gianpieroalloisio.it/festival-pop-della-resistenza/


RASSEGNA STAMPA 2016

Categorie
Festival Pop della Resistenza Teatro-Canzone

Aria di Libertà – Scheda

  gian-piero-alloisio-in-aria-di-liberta-scheda-e-rec-page-001

Il drammaturgo e cantautore Gian Piero Alloisio affronta il tema della Resistenza raccontando la storia di un giovanissimo eroe partigiano, Mario Ghiglione, detto “Aria”, ora Cavaliere della Repubblica.

Nell’estate del 1944, a soli quindici anni, Mario, giovanissima staffetta partigiana, sale in montagna tra i ribelli del Monte Tobbio, ai confini tra Liguria e Piemonte. Sceglie un nome di battaglia che esprime tutto il senso liberatorio della sua scelta: “Aria”. La storia di Aria è l’avventura semplice e naturale di un adolescente alle prese con un mondo sconvolto dalla guerra e una patria dominata dall’odio politico e razziale. La sua famiglia non si occupa di politica, non è schierata contro il fascismo, eppure Aria matura lo stesso la sua scelta, creando in sé il pensiero critico che gli permette di ribellarsi alla grande bugia del regime in cui è stato educato. Durante la battaglia di Olbicella viene fatto prigioniero, picchiato a sangue e costretto ad assistere all’impiccagione del suo migliore amico, Giovanni “Pancho” Villa. Miracolosamente scampato all’esecuzione, viene rinchiuso in un castello-carcere da cui riesce a fuggire in tempo per prendere parte alla liberazione di Alessandria. Il motore della scelta di libertà di Aria non è l’ideologia ma la gioventù, per questo la sua storia, raccolta in un libro dal senatore Federico Fornaro, risulta così avvincente anche per le nuove generazioni. Nel 2015 lo spettacolo Aria di libertà è stato presentato alla Festa Nazionale dell’ANPI.

Da questa storia Alloisio, figlio e nipote di partigiani, ha tratto uno spettacolo, composto da monologhi drammatici, poetici, ma anche divertenti, e canzoni. Tra le canzoni si ascolteranno “Tanto pe’ canta’” di Ettore Petrolini, un artista che sfuggì all’omologazione del pensiero unico fascista attraverso la sua scrittura surreale, “Dalle belle città” di “Lanfranco” e “Cini” della III Brigata Garibaldi “Liguria, una delle poche canzoni partigiane originali sia nel testo che nella musica, “Aria di libertà” e “Ogni vita è grande” dello stesso Alloisio e la canzone di Gaber-Luporini “La Libertà”.

Nel 2016 il Festival Pop della Resistenza (“Aria di libertà” e “Luigi è stanco”) ha avuto il patrocinio dell’ANPI nazionale, del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte, dell’Associazione “Memoria della Benedicta”, dell’Ufficio Scolastico Regionale Liguria e dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria, nonché il sostegno di numerosi Enti:

RASSEGNA STAMPA 2016

RASSEGNA STAMPA 2015


HANNO DETTO DI ARIA DI LIBERTÀ 

Da qualche tempo è molto raro che i critici teatrali recensiscano spettacoli, però noi fortunatamente abbiamo trovato dei super-recensori: i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Gaslini” di Genova Bolzaneto.

“Esiste una persona che sul palco riesce a farti ridere, emozionare e riflettere allo stesso tempo? Esiste una persona che, parlando di guerra, riesce a coinvolgere ragazzini di tredici anni per i quali questo tema è molto complicato e difficile? La risposta è: sì! E il suo nome vi suonerà familiare: lui è Gian Piero Alloisio.”

“Mi ha colpito molto la mancanza di scenografie, però completamente assorbita dalla presenza scenica di Alloisio che solo con la sua voce e la chitarra ha riempito il palco, anche se piccolo, del teatro”

“Alloisio, grazie ai suoi superpoteri, è riuscito a mandare in scena un ottimo spettacolo, che ti coinvolge, che ti anima, che ti fa immedesimare nei panni del piccolo Marin e che consiglio a tutti.”

“Trovo che questo spettacolo sia stato, per noi ragazzi, molto costruttivo, interessante e spettacolare allo stesso tempo! […] Lo consiglierei a tutti gli istituti e alle persone!”

Massimo Bisca (Presidente ANPI Genova Provincia) ha detto dello spettacolo:

“Non è facile parlare dell’ultima fatica di Alloisio, io ne sono stato colpito profondamente. Prima di tutto è un’opera che ti prende l’anima e a mio modo di pensare questo accade perché insieme alla storia che racconta di Resistenza, dei drammi e delle tragedie che si sono vissuti in quei venti mesi, si parla anche dell’oggi. In questo secondo me, è vincente aver inserito delle canzoni che fanno da cerniera tra un pezzo recitato e un altro. Non sono solo un collante, ma la canzone “ Siamo i ribelli della montagna”, inno partigiano scritto alla Benedicta e i testi di Gaber e Guccini sono un tutt’uno con le stesse canzoni scritte da Gian Piero. Sono, più che altro, uno stimolo per la riflessione che nasce dalle vicende della Resistenza così ben legate alle problematiche dei giorni nostri, espresse in modo coinvolgente. Davvero un bel modo per raccontare quali sono le radici della nostra libertà e quali sono i valori per i quali, forti della storia del nostro Paese, è necessario battersi per essere degni dell’eredità che ci hanno lasciato i nostri padri.”

Categorie
Teatro-Canzone

Il mio amico Giorgio Gaber – Scheda


IL MIO AMICO GIORGIO GABER

Tributo affettuoso a un uomo non superficiale

Teatro Canzone di e con

GIAN PIERO ALLOISIO                                     

canzoni di

Gaber-Luporini e Alloisio-Gaber

Ogni volta che ne ha parlato pubblicamente, Giorgio Gaber ha definito Alloisio “il mio amico Gian Piero”. A quindici anni dalla scomparsa dell’inventore del Teatro-Canzone, Alloisio ricambia l’affettuoso omaggio con un tributo specialissimo.

Nel settembre 2017, Gian Piero Alloisio ha pubblicato Il mio amico Giorgio Gaber (UTET), un libro pieno di nuovi aneddoti divertenti e commoventi e di fatti mai pubblicati che ci raccontano, soprattutto, Gaber come persona. Gaber a casa, Gaber in famiglia, Gaber in camerino, Gaber con i suoi musicisti e i suoi tecnici, Gaber con Luporini, Battiato e Guccini. Gaber e Alloisio alle prese con iniziative culturali coraggiose e tragicomiche insieme. Un Gaber non sempre da solo sul palco, ma autore, con lo stesso Alloisio, per altri artisti come la moglie Ombretta, Arturo Brachetti, Enzo Jannacci. Gaber regista e produttore. Gaber, curioso e spaesato, alle prese con l’universo femminile.

Questo tributo affettuoso a un uomo non superficiale, che nacque come spettacolo nel 2013, torna sul palcoscenico con rinnovato entusiasmo.

Gli ingredienti, oltre alle 240 pagine del libro (che nel frattempo è stato accolto con estremo favore da tutta la stampa italiana), sono le tantissime canzoni evocate dal racconto: canzoni di Gaber-Luporini, ma anche canzoni scritte da Alloisio, Gaber e Guccini per il mitico spettacolo Ultimi viaggi di Gulliver, canzoni che appartengono a periodi e stili musicali molto diversi: da La ballata del Ceruttia Ora che non sono più innamorato, da La strana famigliaa La libertà, da L’illogica allegriaa Non insegnate ai bambini, il commovente brano-testamento dell’artista.


HANNO DETTO DELLO SPETTACOLO (stralci)

 

Dalia Gaber

“Quando è mancato mio papà, come spesso succede, sono arrivati in tanti a dire la loro su quello che c’era da fare. Alloisio si è messo a disposizione non a parole, ma nei fatti: “Decidete voi, io ci sono in tutto e per tutto. Contate su di me”. Gian Piero è stato davvero un amico di mio papà e la sua totale e disinteressata disponibilità mi ha commosso e mi commuove. E poi interpreta il repertorio di Gaber con una sensibilità e una competenza uniche e irripetibili”.

Eugenio Buonaccorsi, storico del Teatro e dello Spettacolo (Università di Genova)

“Il lavoro di Gian Piero Alloisio è su Gaber ma anche e soprattutto con Gaber. Non solo per il ruolo svolto come stretto collaboratore per vari periodi, ma anche perché ora, a distanza di tempo, dopo la scomparsa dell’amico e maestro, ci riserva molte scoperte e sorprese su uno degli artisti che continua a essere tra i più amati della nostra canzone e del nostro teatro”.

Stefano Delfino, direttore artistico del Festival Teatrale di Borgio Verezzi (SV)

“È un Gian Piero Alloisio in stato di grazia quello che porta in scena Il mio amico Giorgio Gaber, spettacolo di grande e meritato successo ovunque lo rappresenti e nel quale subito si instaura un feeling con il pubblico. Gian Piero racconta un Gaber spesso inedito, e lo fa dall’angolazione di uno che gli è stato accanto, ha lavorato e creato con lui per una quindicina di anni. (…)  Alloisio – sorretto anche dalla felice espressività delle doti d’attore – ne dipinge un ritratto che non è soltanto un affettuoso omaggio al maestro, ma dal quale, oltre a pensieri e intuizioni profonde, si sprigionano anche aneddoti gustosi e divertenti”.

Paolo Prato intervista Gian Piero Alloisio a inBlu Radio (A tempo di musica)
Camilla Tagliabue Il Sole 24 Ore 
Guido Festinese – Il Manifesto
Gian Piero Alloisio intervistato da Gigi Marzullo (Rai 1 – Milleunlibro)
Benedetta Rinaldi intervista Gian Piero Alloisio su Giorgio Gaber per RAI Italia Community (dal minuto 6.49)
Enzo Iacchetti presenta il libro “Il mio amico Giorgio Gaber” a Striscia la Notizia (Canale 5) (dal minuto 48.33)
Tiziana Panella intervista Gian Piero Alloisio su Giorgio Gaber per La7 – Tagadà (dalla pagina FB UTET Libri, editore de Il mio amico Giorgio Gaber)
Fausto Pellegrini intervista Gian Piero Alloisio per la RAI – RaiNews24
Mario Luzzatto Fegiz (Corriere della Sera) – Link 1 | Link 2
Marinella Venegoni (La Stampa) – Link 1 | Link 2
Giuliano Galletta (Il Secolo XIX) – intervista
Guido Festinese (Il Manifesto 27/11/2017) – link
Luigi Bolognini (La Repubblica – Milano) – intervista Gian Piero Alloisio
Jeanne Perego (Il Tirreno – 09/12/2017) intervista Gian Piero Alloisio
Carlo Gallucci intervista Gian Piero Alloisio a “La Lettura” – (Canale 5) 
Il Fatto Quotidiano  – Articolo 12/12/2017

Gian Piero Alloisio, nato a Ovada (AL) nel 1956, è cresciuto a Genova. Debutta nel 1975 come autore e frontman dell’Assemblea Musicale Teatrale, per cui scrive quattro album.
Nel 1978 scrive Venezia, resa celebre da Francesco Guccini.
Nel 1981 comincia l’attività di drammaturgo, con la commedia musicale Ultimi viaggi di Gulliver, per la regia di Giorgio Gaber.
Fino al 1994 continua la sua collaborazione con l’artista milanese con cui scrive commedie musicali (fra cui Una donna tutta sbagliata, Aiuto! Sono una donna di successo e Donne in amore), canzoni (La strana famiglia) e sceneggiature di film musicali.
Dal 1990 fa parte del Teatro della Tosse come autore e interprete di prosa e di canzoni (recentemente è stato pubblicato il copione dello spettacolo Il Mistero dei Tarocchi, scritto con Tonino Conte). Con Geppy Gleijeses scrive la commedia musicale Doktor Frankenstein Junior per la regia di Armando Pugliese.
Dal 2004 dirige spettacoli itineranti per Compagnie di centinaia di Cittadini-Artisti professionisti e amatoriali (in ultimo, Le strade di notte al Festival Gaber del 2017).
Nel 2006 scrive il dramma storico I Templari, ultimo atto, con Paolo Graziosi, trasmesso dalla RAI.
Nel 2008, con Maurizio Maggiani, pubblica per Feltrinelli il libro+cd Storia della meraviglia.
Nel 2010 per il Teatro Stabile di Genova scrive lo spettacolo La musica è infinita, dedicato a Umberto Bindi, con Giuseppe Cederna.
Nel 2017 è uscito il suo Il mio amico Giorgio Gaber. Tributo affettuoso a un uomo non superficiale, edito da UTET.
Da tredici anni Alloisio produce il Festival Pop della Resistenza (il 6 aprile è uscito per la EDEL il suo cd+dvd Resistenza Pop).
Dal 2013 è direttore artistico e produttore di Genova per Voi, talent che ha scoperto e lanciato giovani autori di canzoni e dal 2017 di Professione Autore, concorso artistico per autori televisivi.
Fra gli interpreti delle sue canzoni: Francesco Guccini, Gaber-Jannacci, Eugenio Finardi, Gianni Morandi.

Categorie
Teatro-Canzone

Tanto per scrivere – Scheda

Gian Piero Alloisio - Tanto per scrivere
Gian Piero Alloisio – Tanto per scrivere – ph. Grazia Grasso

aggiornamenti sull’opera inedita di Umberto Bindi

teatro-canzone scritto, diretto e interpretato da Gian Piero Alloisio

con musiche inedite di Umberto Bindi

canzoni di Gian Piero Alloisio, Umberto Bindi, Giorgio Calabrese, Franco Califano e Gino Paoli

al piano Dino Stellini


Quella di Umberto Bindi è una grande storia che sta tutta in poche parole: un musicista conosce il successo internazionale ma, anche a causa del suo Orientamento sessuale, viene emarginato dallo star system. Però continua a scrivere e si registra, in casa, con un vecchio mangianastri e un pianoforte sempre più scordato, per tantissimi giorni con immutato talento. In quest’epoca in cui molti desiderano apparire senza saper fare nulla, Bindi ci insegna a essere fedeli alla parte migliore di noi stessi, a creare la bellezza anche quando la vita smette di assecondarci. Gian Piero Alloisio

Se nello spettacolo “Il mio amico Giorgio Gaber” il drammaturgo e cantautore Gian Piero Alloisio racconta il suo personalissimo rapporto con un artista frequentato assiduamente, in “Tanto per scrivere” la testimonianza si fa più rarefatta e più misteriosa. La storia infatti parte dal particolarissimo frangente in cui Umberto Bindi provò a tornare nella sua Genova e collaborò con Alloisio per un breve periodo, ma si sviluppa per la gran parte dopo la morte del Maestro. A testimoniare il “dopo”, le centinaia di registrazioni inedite lasciate da Bindi nella sua ultima dimora a Monterosi di Viterbo e ascoltate da Alloisio per ore e ore.

Nasce così una specie di “biografia dedotta” del Bindi emarginato dallo star system dopo gli anni del successo internazionale ma ancora prolifico autore di un’immensità di melodie dedicate ai generi più diversi. All’ascolto di una parte dell’opera inedita di Umberto Bindi, Gian Piero Alloisio nel 2010 aveva dedicato lo spettacolo di gruppo “La musica è infinita”.

Ora torna a raccontarci il seguito, nello stile minimalista ma pieno di pathos del suo ormai maturo teatrocanzone. Tanto per scrivere è infatti il sesto spettacolo di teatro-canzone firmato dal solo Alloisio dopo la lunga collaborazione con Giorgio Gaber, fondatore, con Sandro Luporini, di questo nuovo genere di teatro musicale. Accompagnato al piano da Dino Stellini, Alloisio ci propone brani sconosciuti di una bellezza struggente (“Jeans e chador”, “I bambini lo sanno”) accanto a grandi successi come “Il mio mondo”, “La musica è finita”, “Il nostro concerto” e “Arrivederci”, a dimostrare la coerenza stilistica mantenuta da Bindi in tutta la sua carriera artistica. Carriera straordinaria nel successo e nell’oblio da cui emergono anche episodi molto divertenti.

Infine, raccontandoci di Bindi, Alloisio coglie anche l’occasione per parlare dell’oggi: l’emarginazione di Bindi non fu che l’inizio del declino. In questa società in cui tutto, dalla politica all’ISIS, è spettacolo… paradossalmente non c’è più posto per gli artisti.


(videoclip de “L’eco di Umberto”, canzone che Gian Piero Alloisio ha dedicato a Umberto Bindi)


(video de “Il Paese delle cose che nonsono”, musica di Umberto Bindi e testo di Gian Piero Alloisio)


(Gian Piero Alloisio interpreta “Il mio mondo” di Umberto Bindi e Gino Paoli)


CONTATTI

Per contatti: ATID Simonetta Cerrini tel. 3804522189

info@gianpieroalloisio.it www.gianpieroalloisio.it

Categorie
Teatro-Canzone

Il mio amico Giorgio Gaber

Il mio amico Giorgio Gaber
Il mio amico Giorgio Gaber

Teatro-Canzone di Gian Piero Alloisio

canzoni di Gaber-Luporini e Gaber-Alloisio

con GIAN PIERO ALLOISIO e GIANNI MARTINI


Teatri esauriti per Il mio amico Giorgio Gaber. Fin dalle prime repliche, lo spettacolo di due strettissimi collaboratori di Gaber, che hanno partecipato con successo al Festival Gaber 2014 in Toscana, si annuncia come un evento musicale e teatrale imperdibile per chi voglia davvero conoscere la personalità artistica e umana del Signor G.

Ogni qualvolta che ne ha parlato pubblicamente, Giorgio Gaber ha definito Alloisio “il mio amico Gian Piero”.
A undici anni dalla scomparsa dell’inventore del Teatro-Canzone, Alloisio ricambia l’affettuoso omaggio con un tributo specialissimo, accompagnato per l’occasione dal chitarrista storico della band, Gianni Martini.

Gian Piero Alloisio ha lavorato 14 anni con Gaber come autore di tutte le produzioni di successo di Ombretta Colli, Gianni Martini 18 anni come musicista. Entrambi hanno avuto modo di approfondirne la conoscenza.

Questo spettacolo sincero e diretto, è ricco di aneddoti e di pensieri “gaberiani” sulla politica, sulla religione, sull’amore e sull’arte. Il risultato è uno spettacolo emozionante e didattico insieme che travolge il pubblico con energia e carisma in cui si riconosce la grande lezione del Maestro scomparso.
Le canzoni e i monologhi scelti per raccontare il Signor G “visto da vicino”, appartengono a periodi e stili musicali molto diversi, da Torpedo blu a La libertà, da Barbera e champagne a L’illogica allegria, da La strana famiglia a Non insegnate ai bambini, il commovente brano-testamento dell’artista.

HANNO DETTO DELLO SPETTACOLO (stralci)

Dalia Gaber

Quando è mancato mio papà, come spesso succede, sono arrivati in tanti a dire la loro su quello che c’era da fare.Alloisio si è messo a disposizione non a parole, ma nei fatti. “Decidete voi, io ci sono in tutto e per tutto. Contate su di me”. Gian Piero è stato davvero un amico di mio papà e la sua totale e disinteressata disponibilità mi ha commosso e mi commuove. E poi interpreta, con Gianni Martini, il repertorio di Gaber con una sensibilità e una competenza uniche e irripetibili

Eugenio Buonaccorsi, storico del Teatro e dello Spettacolo (Università di Genova)

Il lavoro di Gian Piero Alloisio è su Gaber ma anche e soprattutto con Gaber. Non solo per il ruolo svolto come stretto collaboratore per vari periodi, ma anche perché ora, a distanza di tempo, dopo la scomparsa dell’amico e maestro, ci riserva molte scoperte e sorprese su uno degli artisti che continua a essere tra i più amati della nostra canzone e del nostro teatro.

Guido Festinese, giornalista (Il Manifesto)

Gian Piero Alloisio non ha bisogno di saltare né di inventarsi poderose riflessioni. C’era, e c’è. Non recupera né inventa: la soffitta della memoria era già piena di cose, quella del presente rigurgita scatoloni imballati, pronti da aprire. Al momento, con una combinata che mette assieme scaletta per la soffitta e scatoloni da aprire davanti a tutti, c’è da aprire in teatro il file Giorgio Gaber. Con orgoglio, perché intitolare uno spettacolo Il mio amico Giorgio Gaber significa esattamente quanto dichiara la lettera, e un bel po’ di più. E a fianco Alloisio ha Gianni Martini, e qui si celebra un gaberismo al quadrato: perché Martini fu accanto ad Alloisio nell’Assemblea, e poi con Gaber quasi in ogni momento. In ogni caso Il mio amico Giorgio Gaber, così, ridiventa davvero, un po’ più amico di tutti noi. E gli amici veri non si celebrano né si monumentalizzano, né si dotano di aureola: si frequentano, per tenere viva la vita.

Donatella Alfonso, giornalista (La Repubblica)

PARLANDO DI UN AMICO. Per parlare di un amico non c’è bisogno di fare scene. Anzi, di mettere in scena nient’altro che non siano quelle parole, in lettere e in musica, che sono le canzoni. E visto che l’amico è Giorgio Gaber, le canzoni e le storie che lo accompagnano non possono che diventare teatro. Costruito sul palco, parola dopo parola, nota dopo nota, da Gian Piero Alloisio e Gianni Martini. Non poteva essere diverso, per due autori e musicisti che con Gaber hanno condiviso giornate di scrittura e serate sui palchi, non solo dei teatri. E tanta vita, intrecciando più di vent’anni di lavoro e di amicizia.

Per ulteriori informazioni e la scheda tecnica, cliccare QUI

Categorie
Teatro-Canzone

Aria di libertà – 14 Agosto 2014

 

Aria di libertà
Aria di libertà

Aria di libertà
Teatro-Canzone di Gian Piero Alloisio
in collaborazione con Giorgio Alloisio
con Gianni Martini alle chitarreIl drammaturgo e cantautore Gian Piero Alloisio affronta il tema della Resistenza raccontando la storia di un giovanissimo eroe partigiano, Mario Ghiglione, con uno spettacolo, composto da monologhi dram- matici, poetici, ma anche divertenti, e canzoni. Tra le canzoni si ascolteranno “La mia infanzia” di Jacques Brel, nella traduzione di Alloisio, “Tanto pe’ canta’” di Ettore Petrolini, un artista che sfuggì all’omologazione del pensiero unico fascista attraverso la sua scrittura surreale, “Siamo i ribelli della montagna” di “Lanfranco” e “Cini” della III Brigata Garibaldi “Liguria, “Lager” scritta da Francesco Gucci- ni per l’Assemblea Musicale Teatrale,“Ogni vita è grande” e “Non c’è lavoro”, due brani ormai classici tratti dall’ultimo album di Alloisio e la canzone di Gaber-Luporini “La Libertà”.

Categorie
Teatro-Canzone

Vangelo secondo Gian Piero

Vangelo secondo Gian Piero
Vangelo secondo Gian Piero

Vangelo secondo Gian Piero

Teatro-canzone di Gian Piero Alloisio, con Gian Piero Alloisio e Gianni Martini

Scarica il comunicato stampa
Scarica il retro di locandina

RECENSIONI
Franz Coriasco – Città Nuova
Guido Festinese (de Il Manifesto) – Discoclub.it
Andrea Podestà – L’Isola che non c’era