Il mio amico Giorgio Gaber

Il mio amico Giorgio Gaber

Teatro-Canzone di Gian Piero Alloisio

canzoni di Gaber-Luporini e Gaber-Alloisio

con GIAN PIERO ALLOISIO e GIANNI MARTINI


Teatri esauriti per Il mio amico Giorgio Gaber. Fin dalle prime repliche, lo spettacolo di due strettissimi collaboratori di Gaber, che hanno partecipato con successo al Festival Gaber 2014 in Toscana, si annuncia come un evento musicale e teatrale imperdibile per chi voglia davvero conoscere la personalità artistica e umana del Signor G.

Ogni qualvolta che ne ha parlato pubblicamente, Giorgio Gaber ha definito Alloisio “il mio amico Gian Piero”.
A undici anni dalla scomparsa dell’inventore del Teatro-Canzone, Alloisio ricambia l’affettuoso omaggio con un tributo specialissimo, accompagnato per l’occasione dal chitarrista storico della band, Gianni Martini.

Gian Piero Alloisio ha lavorato 14 anni con Gaber come autore di tutte le produzioni di successo di Ombretta Colli, Gianni Martini 18 anni come musicista. Entrambi hanno avuto modo di approfondirne la conoscenza.

Questo spettacolo sincero e diretto, è ricco di aneddoti e di pensieri “gaberiani” sulla politica, sulla religione, sull’amore e sull’arte. Il risultato è uno spettacolo emozionante e didattico insieme che travolge il pubblico con energia e carisma in cui si riconosce la grande lezione del Maestro scomparso.
Le canzoni e i monologhi scelti per raccontare il Signor G “visto da vicino”, appartengono a periodi e stili musicali molto diversi, da Torpedo blu a La libertà, da Barbera e champagne a L’illogica allegria, da La strana famiglia a Non insegnate ai bambini, il commovente brano-testamento dell’artista.

HANNO DETTO DELLO SPETTACOLO (stralci)

Dalia Gaber

Quando è mancato mio papà, come spesso succede, sono arrivati in tanti a dire la loro su quello che c’era da fare.Alloisio si è messo a disposizione non a parole, ma nei fatti. “Decidete voi, io ci sono in tutto e per tutto. Contate su di me”. Gian Piero è stato davvero un amico di mio papà e la sua totale e disinteressata disponibilità mi ha commosso e mi commuove. E poi interpreta, con Gianni Martini, il repertorio di Gaber con una sensibilità e una competenza uniche e irripetibili

Eugenio Buonaccorsi, storico del Teatro e dello Spettacolo (Università di Genova)

Il lavoro di Gian Piero Alloisio è su Gaber ma anche e soprattutto con Gaber. Non solo per il ruolo svolto come stretto collaboratore per vari periodi, ma anche perché ora, a distanza di tempo, dopo la scomparsa dell’amico e maestro, ci riserva molte scoperte e sorprese su uno degli artisti che continua a essere tra i più amati della nostra canzone e del nostro teatro.

Guido Festinese, giornalista (Il Manifesto)

Gian Piero Alloisio non ha bisogno di saltare né di inventarsi poderose riflessioni. C’era, e c’è. Non recupera né inventa: la soffitta della memoria era già piena di cose, quella del presente rigurgita scatoloni imballati, pronti da aprire. Al momento, con una combinata che mette assieme scaletta per la soffitta e scatoloni da aprire davanti a tutti, c’è da aprire in teatro il file Giorgio Gaber. Con orgoglio, perché intitolare uno spettacolo Il mio amico Giorgio Gaber significa esattamente quanto dichiara la lettera, e un bel po’ di più. E a fianco Alloisio ha Gianni Martini, e qui si celebra un gaberismo al quadrato: perché Martini fu accanto ad Alloisio nell’Assemblea, e poi con Gaber quasi in ogni momento. In ogni caso Il mio amico Giorgio Gaber, così, ridiventa davvero, un po’ più amico di tutti noi. E gli amici veri non si celebrano né si monumentalizzano, né si dotano di aureola: si frequentano, per tenere viva la vita.

Donatella Alfonso, giornalista (La Repubblica)

PARLANDO DI UN AMICO. Per parlare di un amico non c’è bisogno di fare scene. Anzi, di mettere in scena nient’altro che non siano quelle parole, in lettere e in musica, che sono le canzoni. E visto che l’amico è Giorgio Gaber, le canzoni e le storie che lo accompagnano non possono che diventare teatro. Costruito sul palco, parola dopo parola, nota dopo nota, da Gian Piero Alloisio e Gianni Martini. Non poteva essere diverso, per due autori e musicisti che con Gaber hanno condiviso giornate di scrittura e serate sui palchi, non solo dei teatri. E tanta vita, intrecciando più di vent’anni di lavoro e di amicizia.

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